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Sono nato il 30 giugno
1964 a Langhirano,
allora un piccolo paese nelle prime colline dell'Appennino
parmense; era mattina presto, il sole era sorto da poco: una
bella giornata. Ho fatto in tempo ad abitare in una casa
senza frigorifero, senza telefono e senza televisione. Quest'ultima, allora, era così nuova e così discreta che
poteva perfino darti qualcosa: emozioni inedite come i primi
passi di Neil
Armstrong sulla luna e il 4 a 3 di Rivera contro
la Germania. Il mio quartiere era pieno di bambini, ma se non
trovavo nessuno in strada o pioveva mi inventavo giochi sotto il
tavolo del salottino. Pare che mi piacesse leggere prima ancora
di imparare a leggere.
Tra
la fine dei fecondi anni Sessanta e l'inizio dei confusi
Settanta gli studenti contestavano il sistema, molti italiani lavoravano duro ignari della crisi
petrolifera incombente, c'era la guerra in Vietnam e il Medio
Oriente era già classificato zona calda non solo dai
meteorologi. Ciò che di quegli anni ricordo meglio, però, è la
neve. Con l'effetto serra che la incalzava, lo dico con il senno
di poi, era come se la neve avesse voluto regalare a noi bambini
una festa di arrivederci. Ci affondavamo fino alla vita - che
bella vita era! -, ci precipitavamo giù per i declivi infilati
dentro sacchi di plastica, con la sua materia fredda plasmavamo
avventure ai confini del mondo. Gli inverni nevosi sono finiti
insieme alla scuola elementare, vorrà pur dire qualcosa; al loro
posto vennero lunghissime estati di giochi ed esplorazioni.
Gli
anni hanno cominciato a passare, nel senso che io ho iniziato a
rendermene conto. Intorno al
1980 mi sono guardato intorno: c'erano delle belle colline e,
oltre, un mondo piuttosto vasto. Ho visitato l'Irlanda in
autostop alla ricerca della musica, la Francia del sud per via
delle chiese romaniche, Praga e la Polonia (prima della caduta
del Muro) perché di quei luoghi amavo i poeti e i romanzieri.
Gli ultimi venti anni li
posso riassumere con l'alternanza di tre segni grafici, disposti
come un gradino che a seconda dei casi si percorre in un senso o
in un altro:
?
!
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