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"Paolo Galloni, medievalista che ama percorrere strade desuete,
ha affrontato i legami fra mito e tecnica in un libro - è il
caso di dirlo - aureo e sulfureo, che esce ora presso la
romano-barese Laterza col titolo chiarissimo (che parrà tuttavia
enigmatico) di Il Sacro
artefice. Mitologie degli artigiani medievali. (...). Di
solito, quando si affronta un tema di storia "della tecnologia", o
"della cultura materiale", si sbriga in un primo più o meno
frettoloso capitolo la noiosa bisogna delle premesse mitiche o leggendarie per
affrontare poi i problemi connessi con la realtà istituzionali e sociali
ritenute più serie. Ma in questo Paolo Galloni è un’eccezione: l'ha
dimostrato già in un suo bel libro sulla caccia nel medioevo, edito anch'esso
da Laterza. E se va avanti di questo passo, credo che gli ammiratori di Carlo
Ginzburg, di René Girard e di altri navigatori di frontiera troveranno in lui.
nei prossimi anni, un altro sicuro e fascinoso ancoraggio.
Partendo
dalla solida eredità romana (quella consegnata a testi come la Naturalis
historia di Plinio il Vecchio), il Galloni rilegge una serie vasta e
importante di trattati antichi e medievali dedicati alla fusione dei metalli,
alla tintura dei vetri e delle stoffe, alla preparazione dei colori e via
dicendo. Si affronta cosi il nodo tra sapienza artigianale e iniziazione: e si
rivisitano capitoli complessi della nostra storia tecnologica e sapienziale,
come i Lapidari in cui si descrivevano le caratteristiche delle
gemme e i trattati alchemici. Paolo
Galloni riesce a riordinare una materia troppo spesso, in passato, sconvolta
dalle maldestre incursioni di esoteristi semicolti; e coglie cosi il nocciolo
profondo esistente, nella cultura premoderna, tra visione del mondo e
tecnologia. Ne nasce un discorso affascinante e convincente sui rapporti tra
scienza, arte e artigianato di un tempo nel quale sacro e razionalità erano
profondamente connessi" (Franco Cardini, 16-05-1998).
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